Maggio 2018: Non temere Maria

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Meditiamo le parole dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria :
“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” e decidiamoci per la santità!

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     Entriamo nella gioia pasquale e la fiducia in questo mese di Maria, anche se gli eventi del mondo non portano all’ottimismo: conflitti in Siria e in altri paesi, atti terroristici, ingiustizie, immoralità. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, di cui abbiamo parlato molto nell’anno di Fatima, non è ancora compiuto. Tuttavia non ci dobbiamo scoraggiare. Gesù Risorto e lo Spirito Santo agiscono e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, già presente nel cuore dei piccoli, arriverà al suo compimento come la Vergine Maria lo ha annunciato a Fatima. Questo mese di Maria ci possa portare consolazione, fiducia, forza e serenità. La nostra consegna di cordata si fonda su due testi di Papa Francesco: il suo messaggio per le GMG 2018 sulla Madonna e la sua ultima esortazione apostolica sulla chiamata alla santità.

     Nel suo messaggio per le GMG 2018, Papa Francesco scriveva: “abbiamo scelto di farci accompagnare in questo itinerario dall’esempio e dall’intercessione di Maria, la giovane di Nazareth che Dio ha scelto quale Madre del suo Figlio. Lei cammina con noi verso il Sinodo e verso la GMG di Panama. Se l’anno scorso ci hanno guidato le parole del suo cantico di lode – «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente» (Lc 1,49) – insegnandoci a fare memoria del passato, quest’anno cerchiamo di ascoltare insieme a lei la voce di Dio che infonde coraggio e dona la grazia necessaria per rispondere alla sua chiamata: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Lc 1,30)”. Nella sua esortazione apostolica sulla santità, Papa Francesco scrive: “Gesù stesso ci viene incontro e ci ripete con serenità e fermezza: «Non abbiate paura» (Mc 6,50). «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)” (n. 129). “Maria ha vissuto come nessun altro le Beatitudini di Gesù. Ella è colei che trasaliva di gioia alla presenza di Dio, colei che conservava tutto nel suo cuore e che si è lasciata attraversare dalla spada. È la santa tra i santi, la più benedetta, colei che ci mostra la via della santità e ci accompagna. Lei non accetta che quando cadiamo rimaniamo a terra e a volte ci porta in braccio senza giudicarci. Conversare con lei ci consola, ci libera e ci santifica. La Madre non ha bisogno di tante parole, non le serve che ci sforziamo troppo per spiegarle quello che ci succede. Basta sussurrare ancora e ancora: «Ave o Maria…»” (n. 176). “Spero che queste pagine siano utili perché tutta la Chiesa si dedichi a promuovere il desiderio della santità. Chiediamo che lo Spirito Santo infonda in noi un intenso desiderio di essere santi per la maggior gloria di Dio e incoraggiamoci a vicenda in questo proposito. Così condivideremo una felicità che il mondo non ci potrà togliere” (n. 177). Ringraziamo Papa Francesco di lanciare, sulla scia di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni-Paolo II e Benedetto XVI il grande appello alla santità, lanciato da Gesù. Dopo l’anno della Misericordia, abbiamo scelto come tema dei nostri esercizi spirituali: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo” (Lv 19,2). La Madonna ci possa donare, in questo mese di maggio, il grande desiderio di rispondere a questa grande chiamata alla santità.

            1) Preghiera d’introduzione: Vieni Santo Spirito… Padre Nostro… Ave Maria… Madonna delle Nevi, prega per noi. San Giuseppe, Sant’Atanasio, Santi Giacomo e Filippo, Santa Rosa, Beata Carolina, Beata Imelda, San Filippo Neri, Santa Giovanna D’arco, i nostri santi protettori e santi angeli custodi.

             2) Fioretto: vivificare concretamente il mese di Maria in famiglia, con la parrocchia, tra amici.

                 Parola di Dio: Lc 1,26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

           1) La prima rubrica del taccuino di cordata: disciplina.

      La testimonianza di Maria, di san Giuseppe e di Gesù ci possano aiutare a essere più precisi nell’adempiere i nostri compiti riguardo al lavoro, alla vita di famiglia, alle nostre relazioni. Prendiamo sul serio questo proverbio: “La puntualità è la cortesia dei re”. Essere preciso e puntuale è un segno di rispetto che s’impone a tutti. Essere puntuale è un cammino sicuro di santità!

            2) La seconda rubrica: previsioni: obbedienza.

     Affidare un obbedienza di cordata significa voler far crescere suo fratello o sua sorella ; compiere una obbedienza vuole dire imitare Gesù e la Madonna, i quali avevano un solo desiderio: obbedire alla volontà di Dio Padre. L’obbedienza aiuta a superare se stessi e a uscire dal proprio io.

           3) La terza rubrica: consegna spirituale: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”. Decidiamoci per la santità!

      Nel suo messaggio per le GMG 2018, Papa Francesco scrive: “Nelle Sacre Scritture troviamo 365 volte l’espressione “non temere”, con tutte le sue varianti. Come dire che ogni giorno dell’anno il Signore ci vuole liberi dalla paura. Il motivo principale per cui Maria non deve temere è perché ha trovato grazia presso Dio”.

      L’arcangelo Gabriele, il quale ha detto alla Vergine Maria: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”, aveva prima salutato Maria con una misteriosa salutazione “chaîre, kecharitōménē”. Questa salutazione, scrive san Luca, aveva turbato l’umile serva del Signore. Usiamo più volte al giorno, la traduzione italiana: “Ave Maria, piena di grazia”. Questa traduzione non è letterale. Il verbo greco “chaîre” significa: “rallegrati”. Nel Popolo di Dio, ci si salutava augurandosi la pace: “Shalom”. L’arcangelo Gabriele non ha usato questa formula ebraica tradizionale per salutare la Vergine Maria. Alcuni esegeti, tra i quali il Padre Carmignac, pensavano che augurando la gioia, l’arcangelo rivelava che le profezie messianiche d’Isaia (Is 60) e di Zaccaria (Za 8) erano compiute. San Gabriele, dopo questo saluto, ha usato un nome misterioso per rivolgersi all’umile serva del Signore. Non l’ha chiamata “Maria” bensì: “kecharitōménē”, come se questa parola fosse un nome proprio. La forma è il participio perfetto passivo del verbo “charitów” e può essere tradotta “piena di grazia” o “colma di grazia”. Il dogma dell’Immacolata Concezione ci fa capire meglio quanto è questa pienezza di grazia. A Lourdes, la Madonna si è presentata come “l’Immacolata Concezione”. Questo titolo è come il suo nome proprio perché, fra tutti i discendenti di Adamo ed Eva, che nascono “senza la grazia santificante”, Ella è l’unica che non è stata segnata dalle conseguenze del peccato originale. Sin dalla sua concezione, Ella è la “kecharitōménē”, l’unica piena di grazia in vista della sua missione unica di Madre di Dio e di Madre di tutti gli uomini salvati. Chiediamo allo Spirito Santo, in questo mese di Maria, di comprendere meglio questi due nomi propri della Vergine Maria: Piena di Grazia e Immacolata Concezione. Meravigliamoci davanti a questo dopo mistero!

      – Contemplando l’Immacolata, piena di grazia, capiamo l’importanza della grazia santificante che i cristiani orientali chiamano: grazia divinizzante. Questa grazia è un dono gratuito di Dio che si innesta sulla nostra natura umana e ci permette di diventare “figli di Dio” partecipando alla natura divina. Rendiamo grazie a Dio per questo dono ricevuto il giorno del nostro battesimo e combattiamo il peccato che fa perdere la grazia santificante. Santa Giovanna d’Arco ha risposto ai suoi giudici che gli chiedevano: “Lei è in stato di grazia?” : “Se ci sono, Dio mi ci custodisca; se non ci sono, voglia Dio collocarmici, perché preferirei morire che non essere nell’amor di Dio”.

       – Meditiamo poi quest’altra espressione di San Gabriele: “tu hai trovato grazia presso Dio”. In Gn 6,8 sta scritto: “Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore”. In Es 33,2-19 viene detto di Mosè che ha trovato grazia agli occhi di YHWH. Cosi Noè ha trovato grazia in mezzo a una umanità che Dio vuole distruggere a causa dei suoi peccati, e Mosè ha trovato grazia mentre i membri del Popolo di Dio hanno gravemente peccato nell’adorare il vitello d’oro. Noè e Mosè hanno quindi trovato grazia perché sono stati fedeli a Dio. Ed è ciò che accade – e ancora di più – per la Vergine Maria: Ella ha perfettamente collaborato alla grazia divina. Non ha mai peccato. La sua santità è perfetta. È per questo motivo che non deve essere turbata: “non temere Maria …”. Chiediamo al Cuore Immacolato di Maria la grazia d’imitarla nella lotta contro il peccato mortale e contro i peccati veniali volontari, i quali sono i grandi ostacoli alla santità. Il peccato mortale e la grazia non possono coesistere!

     – Papa Francesco, nella sua esortazione sulla santità, parla di due altri ostacoli alla santità: la gnosi (= conoscenza) e il pelagianismo. I gnostici sono stati i primi eretici che hanno negato il mistero dell’Incarnazione. Nella gnosi, la ragione ha soppiantato la fede. Dobbiamo essere attenti per non lasciarci influenzare dall’orgoglio intellettuale luciferiano che disprezza coloro che non hanno “la conoscenza”. Ma non dobbiamo avere paura di approfondire sempre di più la nostra fede. La Chiesa si rallegra di sapere che ci sono in Cielo grandi intellettuali, umili e puri, tali sant’Agostino, san Tommaso d’Aquino, san Bonaventura, sant’Anselmo. Non possiamo fare altro che rendere grazie a Dio per i Papi Giovanni-Paolo II e Benedetto XVI, grazie ai quali abbiamo a nostra disposizione dei testi fondamentali – tra cui il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) -, che ci aiutano a premunirci contro il pericolo gnostico, ma anche contro l’ignoranza, grande flagello del nostro Occidente decristianizzato. Il pelagianismo, di cui parla Papa Francesco, è contrario al primato della grazia. Sant’Agostino si è opposto al monaco Pelagio che era molto ammirato a Roma. Per Pelagio, l’uomo potrebbe, mediante il suo solo libero arbitrio, astenersi dal peccato. Sant’Agostino reagì energicamente: abbiamo tutti bisogno della grazia santificante e delle altre grazie che Dio ci concede. Ma la grazia non può rendere santo chi non collabora con essa! Il nostro Padre fondatore ricordava sempre che, senza l’esercizio delle virtù, non c’è santità. Il combattimento per le virtù non è quindi pelagianismo. Il sopranaturale si innesta sul naturale. L’educazione dei cuori alla somiglianza dei Cuori di Gesù e di Maria è una urgenza per combattere il lassismo del liberalismo!

       Concludiamo per la conclusione del messaggio di Papa Francesco per le GMG 2018: “Vorrei concludere con le belle parole di San Bernardo in una sua famosa omelia sul mistero dell’Annunciazione, parole che esprimono l’attesa di tutta l’umanità per la risposta di Maria: «Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L’angelo aspetta la risposta; […] Aspettiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi. […] Per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita. […] Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia. […] O Vergine, da’ presto la risposta»”. Conosciamo la risposta della Vergine Maria: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Questa risposta possa diventare la nostra risposta. Cosi ci decideremo in verità per la santità e conosceremo la gioia della santità!

          4) La quarta rubrica: Formazione: la grazia nel CCC n. 1996-2005.

          5) La quinta rubrica: per una Pentecoste mariana e missionaria!

     Prepariamo bene la festa di Pentecoste e non dimentichiamoci di ciò che diceva Giovanni-Paolo II: la missione materna della Vergine Maria, Madre della Chiesa, preceda la missione degli apostoli.

          6) Condivisione: v’invitiamo per i voti perpetui di fra Gabriel, il 10 giugno, e l’ordinazione sacerdotale di fra Jean, il 17 giugno.

      In unione di preghiera con Madre Magdeleine, e con i nostri frati e le nostre suore, vi assicuro delle nostre preghiere e del nostro affetto e affido alle vostre preghiere tutte le nostre intenzioni. Viviamo questo mese di Maria nella fedeltà alla preghiera quotidiana del Rosario, da solo o in famiglia, con la parrocchia, in comunità, e decidiamo-ci per la santità per conoscere la gioia nello Spirito Santo.

Padre Bernard

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